Letta a due piazze
Ora è ufficiale: è sospeso il pagamento della prima rata dell’Imu sulla prima casa e sarà rifinanziata la Cassa integrazione (Cig) in deroga. Dal Consiglio dei ministri di ieri non bisognava attendersi “miracoli”, aveva avvertito alla vigilia il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e così è stato. Ma al “minimalismo d’eccezione” dell’inedito governo di grande coalizione, intanto, fa fronte il “massimalismo d’ordinanza” di quelli che la grande coalizione l’avversan e che oggi s’incontreranno a Roma in occasione di una manifestazione indetta dalla Fiom-Cgil. Resisterà dunque l’esecutivo all’attuale carenza di una missione di medio-lungo termine, oppure – approvate le misure di emergenza – finirà per prevalere il sentimento che ora lambisce anche alcuni settori del Partito democratico?
5 AGO 20

Ora è ufficiale: è sospeso il pagamento della prima rata dell’Imu sulla prima casa e sarà rifinanziata la Cassa integrazione (Cig) in deroga. Dal Consiglio dei ministri di ieri non bisognava attendersi “miracoli”, aveva avvertito alla vigilia il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e così è stato. Ma al “minimalismo d’eccezione” dell’inedito governo di grande coalizione, intanto, fa fronte il “massimalismo d’ordinanza” di quelli che la grande coalizione l’avversano per ragioni economiche, politiche, sociali e anche moralistiche, e che oggi s’incontreranno a Roma in occasione di una manifestazione indetta dalla Fiom-Cgil. Resisterà dunque l’esecutivo all’attuale carenza di una missione di medio-lungo termine, oppure – approvate le misure di emergenza – finirà per prevalere il sentimento che ora lambisce anche alcuni settori del Partito democratico?
Andando per ordine, ecco cosa è stato deciso ieri mattina, a partire dalle 11 e 15, a Palazzo Chigi. La misura-bandiera annunciata da Letta era l’eliminazione degli stipendi del presidente del Consiglio, dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari che fossero anche membri del Parlamento. Fatto. Poi veniva il piatto forte della grande coalizione Pd-Pdl-Scelta civica, cioè il superamento dell’Imu (subito celebrato da Silvio Berlusconi come una sua vittoria). Il governo ha sospeso la prima rata Imu, quella di giugno, sulla prima casa (escludendo però gli immobili di pregio). L’esecutivo ha annunciato anche – entro la fine di agosto – una “riforma complessiva della disciplina dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare”, che riguarderà pure “la tassazione del reddito d’impresa” (questa l’unica novità rispetto alle anticipazioni) e che includerà “forme di deducibilità dell’Imu su capannoni o fabbricati industriali”. Perché per ora non ci sono i fondi per sgravare dall’imposta anche le imprese, considerato l’impegno – ribadito ieri dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – a “guardare con ottimismo alla chiusura della procedura di disavanzo eccessivo” in Europa. Se Bruxelles il 29 maggio riconoscerà che il rapporto deficit/pil in Italia è destinato a rimanere sotto il 3 per cento, ha aggiunto Saccomanni, questa sarà “un’ulteriore occasione per aprire nuovi spazi di erogazione all’economia”. Nel frattempo l’esecutivo ha trovato invece le risorse per rifinanziare la Cig in deroga su richiesta pressante delle parti sociali. Le stesse parti sociali, Confindustria e triplice sindacale, ora però si dicono scettiche per il tipo di copertura scelta: un miliardo di euro infatti è stato recuperato attingendo dal fondo per gli sgravi sui salari di produttività, oltre che da formazione professionale, fondo di sviluppo e coesione e Piano azione e coesione per le regioni meridionali. I fondi per la produttività saranno comunque ristabiliti, ha assicurato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che entro 30 giorni si impegna ad approvare un decreto per rivedere i criteri di concessione della Cig in deroga. Tutte misure-tampone attese. Al punto che ieri, da un capannello di parlamentari della maggioranza, si sentiva dire maliziosamente che “l’unica vera misura per la crescita del Cdm è il benservito al ragioniere generale dello stato”. Dopo otto anni, infatti, al posto di Mario Canzio, considerato da molti osservatori come troppo conservatore e sparagnino, arriva Daniele Franco, direttore dell’area Ricerca della Banca d’Italia.
Il Pd governativo e quello filo Fiom
Il tandem di ex Bankitalia a Via XX Settembre rassicurerà i partner europei sulla stabilità dei conti, ma non farà piacere alla Fiom che per oggi ha organizzato a Roma la manifestazione “Non possiamo più aspettare”. Ha detto infatti Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che “le scelte del governo Berlusconi e Monti sono all’origine della situazione pesantissima che stiamo vivendo”. Perciò vade retro qualsiasi continuità con i precedenti esecutivi, tecnici e banchieri inclusi. La manifestazione romana sarà l’occasione per vedere assieme il variegato fronte anti governo Letta. Hanno aderito infatti Sel di Nichi Vendola (entrata in Parlamento alleata con il Pd), i partiti della sinistra ex parlamentare (Rifondazione, Pdci), Antonio Ingroia (che ha iniziato due giorni fa le sue ferie dalla procura di Aosta dove era arrivato giusto mercoledì), ma soprattutto il Movimento 5 stelle. Fino a ieri sera non si escludeva nemmeno la presenza di Beppe Grillo in piazza, dopo che l’ex comico ha incontrato in questi giorni i rappresentanti Fiom della Fincantieri di Ancona. Poi c’è la cosiddetta società civile, da Fausto Bertinotti (ex presidente della Camera) a Paolo Flores d’Arcais (MicroMega), passando per Stefano Rodotà (già candidato dal M5s al Quirinale) e Gad Lerner (conduttore di La7). Il neo segretario del Pd, Guglielmo Epifani, fino al 2010 a capo della Cgil, ieri sera non aveva ancora risposto all’invito a scendere in piazza, ma dal suo partito sono comunque arrivate adesioni personali (come quella di Pippo Civati e altri parlamentari), oltre che l’appello di Sergio Cofferati (altro ex segretario generale Cgil) a inviare una delegazione ufficiale. Una missione comune, questa grande coalizione di lotta e di Parlamento, ce l’ha: è quella di far saltare la strana maggioranza che sostiene Letta.
Il Pd governativo e quello filo Fiom
Il tandem di ex Bankitalia a Via XX Settembre rassicurerà i partner europei sulla stabilità dei conti, ma non farà piacere alla Fiom che per oggi ha organizzato a Roma la manifestazione “Non possiamo più aspettare”. Ha detto infatti Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che “le scelte del governo Berlusconi e Monti sono all’origine della situazione pesantissima che stiamo vivendo”. Perciò vade retro qualsiasi continuità con i precedenti esecutivi, tecnici e banchieri inclusi. La manifestazione romana sarà l’occasione per vedere assieme il variegato fronte anti governo Letta. Hanno aderito infatti Sel di Nichi Vendola (entrata in Parlamento alleata con il Pd), i partiti della sinistra ex parlamentare (Rifondazione, Pdci), Antonio Ingroia (che ha iniziato due giorni fa le sue ferie dalla procura di Aosta dove era arrivato giusto mercoledì), ma soprattutto il Movimento 5 stelle. Fino a ieri sera non si escludeva nemmeno la presenza di Beppe Grillo in piazza, dopo che l’ex comico ha incontrato in questi giorni i rappresentanti Fiom della Fincantieri di Ancona. Poi c’è la cosiddetta società civile, da Fausto Bertinotti (ex presidente della Camera) a Paolo Flores d’Arcais (MicroMega), passando per Stefano Rodotà (già candidato dal M5s al Quirinale) e Gad Lerner (conduttore di La7). Il neo segretario del Pd, Guglielmo Epifani, fino al 2010 a capo della Cgil, ieri sera non aveva ancora risposto all’invito a scendere in piazza, ma dal suo partito sono comunque arrivate adesioni personali (come quella di Pippo Civati e altri parlamentari), oltre che l’appello di Sergio Cofferati (altro ex segretario generale Cgil) a inviare una delegazione ufficiale. Una missione comune, questa grande coalizione di lotta e di Parlamento, ce l’ha: è quella di far saltare la strana maggioranza che sostiene Letta.